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FAMIGLIA: Violaceae NOMI COMUNI: Pensieri, pensè, penser salvadegh, ogit, viola zala, pansè selvaggia, suocera e nuora, jalla, soggira e nora, pentzieris. LA DROGA: La parte aerea della pianta fiorita. QUANDO SI RACCOGLIE: La pianta si raccolie durante la fioritura in aprile - agosto; si taglia a pochi centimetri da terra e si eliminano le foglie secche e le parti lignificate. PROPRIETÀ: Depurative della pelle, tossifughe, espettoranti, emollienti. PRINCIPI ATTIVI: Violaxantina, violaquercitrina, una saponina, tannini, mucillaggini, tracce di acido salicilico.
La Viola del pensiero è usata come espettorante ed emolliente nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie, ma la proprietà più importante dei fiori e delle foglie è quella depurativa specifica su taluni disturbi della pelle. Alcuni ricercatori ne hanno segnalato l' utilità in caso di acne, eczema e foruncolosi, nonchè sulla crosta lattea dei bambini.
La parte aerea fiorita: Come diuretico, depurativo e blando lassativo. Infuso: 4 grammi in 100 ml di acqua. Una tazza al mattino a digiuno.
La parte aerea fiorita: Come coadiuvante nel trattamento delle affezioni cutanee. Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi e bagni parziali sulle zone interessate.
Nella cosmesi popolare, si versa in una tazza piena fino a tre quarti di fiori di Viola freschi o secchi del latte bollente fino a coprirli. Si lascia raffreddare agitando e si usa quindi il latte per ammorbidire la pelle delle mani e del viso. |